giovedì 6 ottobre 2016

Stemma della Famiglia De Medici Firenze

Due stemmi della famiglia de Medici

 Pittura su tavola della famiglia de Medici Firenze per qualsiasi informazione contattatemi antiquestyleflorence@gmail.com




 Grottesca Palazzo di Bianca Cappello


 Antichi cesti in fil di ferro




martedì 17 maggio 2016

Dipinti delle stagioni ispirati agli affreschi di Ignazio Moder della Villa di Geggiano tuscany

Un nuovo lavoro sempre ispirato alle antiche ville in terra di Toscana, andiamo precisamente in località Pianella in provincia di Siena  dove tra i colli  sorge la bella Villa di Geggiano.

All'esterno è circondata da un magnifico giardino all'italiana quadrato di limoni e siepi di bosso con il bellissimo teatro di verzura all'aperto con due archi gemelli del proscenio, contengono sui due lati del palcoscenico le statue della Tragedia e della Commedia, opere dello scultore maltese Bosio, con un enorme cipresso nello sfondo.
Qui, oltre che alle commedie rappresentate dell'Alfieri, ospite d'onore della famiglia è stato più di recente protagonista nel film" Io ballo da sola "di Bernardo Bertolucci.
Bellissima la scena girata nel vestibolo a volta tutta affrescata dal pittore Tirolese Ignazio Moder nel 1799 che rappresentano scene campestri del luogo, riprese a sua volta dai disegni dell' artista Giuseppe Zocchi 1750.






Il nuovo lavoro prende spunto da queste atmosfere, continuando la ricerca artistica sul tema delle "Ville Toscane"







Sono quattro pannelli dipinti con tecniche antiche, riprendono i motivi dell'Incisore Giuseppe Zocchi e del pittore Ignazio Moder del vestibolo della Villa di Geggiano.

Potete chiedermi qualsiasi informazione per un eventuale ordine, o acquisto scrivendomi alla mia email la troverete nei contatti.


martedì 22 marzo 2016

Antichità dipinte, oggetti, antiquariato, vintage dalla Toscana.


                                                     Pannelli dipinti Rococò altezza m2xm1


                                          Bottiglie serie completa 7 pezzi


Terra cotta artistica dal titolo " Pinocchio " tazzine 
gatto e la volpe, teiera Pinocchio,zuccheriera pescecane. 


Candelabro di ferro 4 candele da appendere.


Scatola in latta dipinta origine Messico.


Chiavi antiche, vecchio faro trattore .


Vecchio stampo.


Due pannelli in legno dipinti .



Busto in gesso, lampada con imbuto in rame,2 tavolette 
in legno dipinte paesaggio anni 30.

lunedì 14 marzo 2016

LIVING IN TUSCANY

La mia vita in campagna comprende vari periodi di lavori da effettuare durante le stagioni oggi è ora di organizzare gli spazzi .









mercoledì 25 novembre 2015

Frammenti di tavole del 300 a fondo oro.

Oggi pubblico Frammenti di tavole antiche dipinte,  nella maniera usata nel 200 a Firenze .

 La tecnica : La "tavola" lignea era di solito preparata scegliendo alcune assi di legno stagionato alcuni anni (affinché fosse meno soggetta a deformazioni). In italia e nel sud Europa si sceglievano legni molto diffusi come quelli di pioppo, di tiglio o di cipresso, mentre nell'area fiamminga si usavano legni più rari e pregiati: in ogni caso i risultati in termini di durata nel tempo entrambi i metodi si sono rivelati ottimi. L'importante era evitare legni che contenessero difetti come nodi, o alte quantità di tannino (come il castagno), una sostanza contenuta in molte specie vegetali che talvolta rifioriva anche sulle tavole stagionate macchiando di nero lo strato preparatorio o addirittura la pellicola pittorica. Le tavole erano assembrate in genere in file verticali, tenute insieme da cerniere estraibili sul retro.Il legno, una volta piallato e levigato, veniva impregnato con una o più mani di colla naturale, la cosiddetta "colla di spicchi", ottenuta facendo bollire e restringere ritagli di pelle animale. Poi si procedeva a fasciare le tavole con una tela morbida, preferibilmente tela vecchia (il cosiddetto "cencio di nonna"), che veniva poi impresso con almeno due strati di gesso: uno ruvido di gesso grosso, per livellare, ed uno fine di gesso sottile per creare la base pittorica su cui si procedeva disegnando coi carboncini.
 Lo strato preparatorio era cosí costituito da un impasto di colla animale unita ad una carica inerte costituita in Italia, da gesso (solfato di calcio) oppure, in Fiandra, dal bianco di calce o creta bianca (carbonato di calcio), applicato a caldo con il pennello fino ad otto volte per ottenere una superficie uniforme e lisciata. Durante il XV secolo, in area fiamminga, si procede ad impermeabilizzare il sostrato bianco, applicando una pellicola di olio essiccante, traslucida e incolore o leggermente pigmentata], detta imprimitura. Il procedimento è adottato in Italia a partire dalla seconda metà del secolo, la tecnica essendo già menzionata nel Trattato di architettura del filarete. Oltre ad isolare lo strato preparatorio, impermeabilizzandolo e riducendone pertanto la porosità, l'imprimitura consente anche di facilitare l'applicazione dello strato pittorico rendendo più scorrevole la pennellata. L'imprimitura svolge anche un importante ruolo ottico accentuando il contrasto cromatico del dipinto. Questo effetto è realizzato principalmente attraverso l'imprimitura bianca che essendo altamente riflettente accentua l'intensità luminosa dello strato pittorico sovrapposto.
Se l'opera prevedeva la doratura si stendeva sulla parte da dorare uno strato di bolo, cioè un'argilla rossastra sciolta con acqua e chiara d'uovo. Esiste anche una preparazione in terra verde, usata per esempio nel Nord-Italia. La foglia oro veniva poi applicata per rettangoli che venivano "soffiati" (a causa dell'estrema leggerezza del materiale sottilissimo) su un pennello. La foglia applicata sulla tavola veniva poi schiacciata con il brunitore, una sorta di pennello con una pietra d'agata appiattita e levigata all'estremità, e poi si procedeva a rimuovere le parti in eccesso, che bastava tagliare via con un coltellino non essendo tenute dal bolo sottostante. Spesso l'oro veniva poi inciso, soprattutto nelle aureole, con rotelle e punzoni.Il disegno poteva avvenire a mano libera da parte del maestro oppure, nelle botteghe più attrezzate, veniva eseguito su un pezzo di carta e poi riportato con la tecnica dello spolvero. Per cancellare si usava la gomma pane oppure si spolverava via la polvere di carbone con penne di gallina.
A questo punto si iniziava a stendere il colore. I colori a tempera erano di tre categorie: vegetali, derivati da pietre dure macinate o derivati da sintesi chimiche, spesso ossidazione di metalli. Alla prima categoria appartenevano le tinte come il giallo zafferano, l'indaco, la cocciniglia o le terre e il nero carbone; alla seconda i preziosi blu come l'oltremare di lapislazzuli o la più economica azzurrite; alla terza il bianco di biacca o il bianco di San Giovanni, usato a Firenze. Le tempere erano solitamente sciolte con il tuorlo d'uovo.
La tecnica pittorica nell'arte medievale italiana di solito prevedeva la stesura di velature partendo da quella più scura. Ad esempio per i corpi si partiva da un verde-terra che veniva via via brunito per sovrapposizione fino ad arrivare alle tinte chiare del bianco e del rosa carnicino, che era il cinabrese. A volte restauri sbagliati ottocenteschi per ridare chiarore alle tavole hanno eroso con la soda caustica proprio quegli stati superficiali più chiari, andando ben oltre la velatura della polvere e ottenendo l'effetto contrario di scoprire le velature scure sottostanti.
La pittura avveniva di solito stendendo il dipinto in orizzontale o leggermente inclinato, comunque era un elemento che dipendeva dall'uso dell'artista e dalla grandezza del dipinto da eseguire.Dopo la fase di pittura le opere venivano messe ad asciugare all'aperto, dopodiché si passava alla verniciatura: dopo aver spolverato il tutto si stendeva un velo di gommalacca (ottenuta da una resina vegetale), ma non sulle parti dorate, che altrimenti sarebbero diventate opache. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Pittura_su_tavola 

 Polittico Ognissanti Giovanni da Milano https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico_di_Ognissanti


 Frammento del polittico Ognissanti Santa Caterina e Santa Lucia


fondo oro frammeto del medioevo